
A novembre 2025, la Stazione Leopolda di Firenze ha ospitato BTO – Be Travel Onlife 2025, un’edizione dedicata al tema Cross Travel e che ha esplorato contaminazioni tra destinazioni, linguaggi e persone.
Prima dell’evento, avevamo raccolto le aspettative dei quattro giovani professionisti selezionati per il Social Media Team in questo articolo: BTO e la generazione del presente. Oggi, a evento concluso, torniamo da loro per scoprire cosa si sono portati a casa dall’esperienza, cosa li ha sorpresi e come vivono il concetto di Cross Travel dopo averlo sperimentato dal vivo.
Dare voce alla nuova generazione non è, per BTO, un esercizio di stile per BTO ma una scelta precisa: ascoltare i giovani, metterli in gioco e valorizzarli è il primo passo per costruire insieme il turismo digitale di domani. Ecco cosa ci hanno raccontato.
1. Dopo due giorni intensi alla Leopolda, cosa ti sei portato a casa da questa esperienza nel social media team del BTO?
Alexander: “Per me il BTO è un patrimonio di idee e visioni che magari non realizzi totalmente mentre sei lì, ma che ti esplodono dopo. È come ricevere una base solida da chi è sul campo da anni, su cui noi della Gen Z possiamo costruire, con le nostre idee e il nostro modo di vedere il mondo. Un incontro tra generazioni che crea qualcosa di unico.”
Giulia: “Dopo due giorni intensi alla Leopolda, ciò che mi porto a casa dall’esperienza nel social media team del BTO è un mix di relazioni, ispirazioni e consapevolezze nuove. Sicuramente a primo impatto direi: “nuove amicizie”. In secondo luogo, direi nuove idee e visioni, sia nel modo di raccontare e vivere un evento del genere sia nel modo di intendere il turismo. Tra uno scatto e una registrazione ho avuto la possibilità di confrontarmi con gli altri membri del team, ognuno con il proprio stile, la propria sensibilità, il proprio modo di vedere il mondo. Ed è stato arricchente poter ascoltare prospettive diverse e rielaborarle nel mio modo di creare contenuti. Fare parte del social media team di BTO mi ha arricchita tantissimo e sono sicura che quello che ho imparato qui in questi 2 giorni mi aiuterà tantissimo nel mio lavoro.”
Ottavio: “Mi porto a casa soprattutto la consapevolezza che raccontare BTO non significa solo “coprire un evento”, ma tradurre visioni complesse in contenuti accessibili, utili e condivisibili. Lavorare nel social media team mi ha permesso di allenare uno sguardo rapido ma profondo: ascoltare, selezionare, sintetizzare e restituire valore in tempo reale.”
Federica: “Dopo due giorni intensi alla Leopolda porto a casa soprattutto le persone. Ho conosciuto professionisti con percorsi e competenze diverse, ho creato nuove amicizie e condiviso momenti di confronto molto interessanti. È stato interessante vedere come, partendo da temi e approcci differenti, si riescano comunque a creare legami solidi, uniti dalla stessa curiosità, dalla passione per il digitale e dal desiderio di crescere insieme. Un’esperienza umana e professionale che va oltre l’evento in sé e che porterò sempre nel cuore.”
2. Raccontare il BTO da dentro è diverso da viverlo da fuori: cosa ti ha sorpreso di più nel vedere “in prima linea” un evento come questo?
Alexander: “Conoscevo la professionalità e l’impegno, perché non è semplice far funzionare così tanti panel contemporaneamente, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla passione vera e dalla volontà autentica di coinvolgere noi giovani nel progetto. Niente washing, tutto autentico e reale.”
Giulia: “La cosa che mi ha sorpreso più di tutto? La macchina organizzativa che c’è dietro un evento del genere. Avevo già partecipato come spettatrice alle scorse edizioni di BTO, quindi pensavo di conoscere l’atmosfera, il ritmo e “come funzionano le cose” … E invece no: viverlo da dentro, far parte del social media team, è tutta un’altra storia. Quest’anno, con ancora più panel e un programma densissimo, è stato quasi impossibile scegliere quali seguire (ammetto che in alcuni momenti avrei voluto disporre del dono dell’ubiquità). E poi c’è l’energia: dietro le quinte si respira una combinazione di adrenalina, creatività e coordinazione che dall’esterno non arriva del tutto. Ci sono tutti i video montati live da pubblicare sui social, le foto da scambiarsi per essere pubblicate e molto altro… Viverlo da “dentro” non solo mi ha fatto capire quanto lavoro ci sia dietro, ma mi ha fatto apprezzare ancor di più il valore di un evento come BTO: un evento che non finisce con ciò vedi sul palco, ma che si muove velocissimo dietro le quinte.”
Ottavio: “Mi ha sorpreso la densità di connessioni che si crea dietro le quinte: tra speaker, organizzazione, pubblico e social media team. Da dentro si percepisce quanto il BTO sia un organismo vivo, dove le idee non restano teoriche ma si contaminano continuamente tra settori diversi. Un altro aspetto che mi ha colpito è l’attenzione al contenuto: ogni panel è pensato per generare confronto reale, non solo visibilità.”
Federica: “Raccontare il BTO da dentro è tutta un’altra prospettiva, inaspettato ecco. Quello che mi ha colpito di più è stato rendermi conto di quanto impegno, coordinamento e visione siano necessari per far funzionare ogni singolo tassello nei giorni dell’evento. Quando ci sono tanti ospiti, panel ed eventi che si intrecciano, far combaciare tutto non è mai scontato o banale. Vedere il lavoro svolto “in prima linea” fa capire quanto sia straordinaria la macchina organizzativa che c’è dietro, un lavoro spesso invisibile da visitatore, ma davvero incredibile per precisione, energia e capacità di tenere insieme complessità e qualità.”
3. BTO 2025 aveva come tema il “Cross Travel”: c’è stato un momento, una storia o un incontro che per te ha incarnato davvero questo concetto?
Alexander: “Per me il ‘Cross Travel’ è stato un filo conduttore reale, declinato in modi molto diversi. Non è mai semplice spiegare una novità: alcuni relatori avevano già dimestichezza con il Cross Travel, altri ci stavano ancora lavorando, ma in tutti i panel c’era la stessa volontà autentica di raccontarlo e di offrire un supporto concreto ai visitatori.”
Giulia: “Per me il momento che ha incarnato davvero il concetto di “Cross Travel” è stato il panel “Narratori per cosa? Comunicare il turismo con coscienza tra impatto, inclusione e nuove responsabilità”. Ascoltare Stefano Ferri raccontare le sue esperienze (e le difficoltà concrete che incontra quando viaggia in quanto crossdresser) è stato uno di quei momenti che ti restano addosso. Le sue parole hanno portato sul palco una verità spesso taciuta: il viaggio non è lo stesso per tutti e non tutti possono viverlo con la stessa libertà e la stessa sicurezza. Inutile dire che sentirlo parlare mi ha emozionato, ma soprattutto mi ha fatto riflettere su quanto lavoro ci sia ancora da fare per rendere il mondo dei viaggi, e l’intero settore turistico, davvero più inclusivo. Il “cross” di questo panel non era più solo un incrocio di settori, linguaggi o tecnologie: era l’incrociarsi di storie, di vissuti e unicità.”
Ottavio: “Per me il Cross Travel si è incarnato anche nel social media team. Un esempio concreto è stato l’incontro e il confronto con Simona Mancuso, travel blogger delle Marche, con cui avevo già collaborato in passato. Ritrovarci al BTO, in un contesto diverso ma con la stessa passione per la comunicazione e la valorizzazione dei territori, ha creato una contaminazione naturale tra esperienze, visioni e background diversi. Dal racconto delle Marche alla mia esperienza legata alla Puglia, il dialogo è diventato uno scambio autentico su come narrare i luoghi in modo responsabile, creativo e umano. Da lì è nata non solo una collaborazione fluida nel team, ma anche un rapporto di stima e amicizia. È stato un esempio concreto di come il Cross Travel non riguardi solo le destinazioni, ma soprattutto le persone che le raccontano.”
Federica: “È difficile individuare un solo momento o un solo incontro, in quanto il tema del Cross Travel è emerso in modo trasversale in quasi tutti panel a cui ho partecipato. Ogni intervento, confronto o storia ascoltata ha aggiunto un punto di vista diverso, ma complementare, rafforzando l’idea di un viaggio che nasce dall’incontro tra competenze, linguaggi e visioni differenti per il futuro. Proprio questa pluralità è ciò che mi ha colpito di più e che mi ha fatto credere ancora di più nel percorso e nel lavoro che sto portando avanti, un segnale e una competenza forte che la direzione intrapresa è quella giusta, mi ha dato una super carica.”
4. Se dovessi raccontare il BTO ad un coetaneo che non lo conosce, con una frase o un video di 15 secondi, cosa diresti o mostreresti?
Alexander: “BTO è così pieno di contenuti che sul momento sembra impossibile coglierne il valore, ma rivedendolo con calma dopo qualche settimana, ti accorgi di quante idee e spunti straordinari erano lì, tutti insieme. Forse è l’unico evento pensato anche per noi giovani.”
Giulia: “Se dovessi raccontare il BTO a un coetaneo che non lo conosce, direi che è l’evento dove capisci che il futuro del turismo non lo stanno costruendo “gli altri”, ma anche noi giovani, le nuove voci, le idee fresche che finalmente trovano spazio sul palco. In un video di 15 secondi mostrerei proprio questo:
- Una clip dei panel Young Speaker, perché è lì che senti forte quanto BTO creda nel dare spazio e voce alla nuova generazione;
- Un frammento dell’escape room creata dal social media team, perché il bello del BTO è che sappiamo parlare di cose serie… senza prenderci troppo sul serio;
- E poi uno dei tanti momenti interattivi come il workshop su Canva AI, per far vedere che qui non si parla solo di turismo, ma si mette anche le mani in pasta, si sperimenta e si costruiscono competenze.
Il tutto si chiuderebbe con una frase in sovrimpressione: “BTO: il posto dove il turismo del futuro si crea oggi.””
Ottavio: “Il BTO è il posto dove capisci come viaggeremo domani, prima che succeda davvero”
Federica: “Direi che BTO è il punto in cui esperienze diverse si incontrano e costruiscono qualcosa insieme oltre a quello che conosciamo.”
Dall’esperienza dei giovani emerge chiaramente che BTO non è solo un evento da vivere, ma un laboratorio di idee, contaminazioni e relazioni.
Le interviste mostrano quanto sia prezioso ascoltare le nuove generazioni, metterle in gioco e valorizzarle. Il social media team, unendo esperienza e freschezza, ha saputo raccontare l’evento in modo autentico e partecipativo, trasformando il Cross Travel da concetto teorico in esperienza concreta.
Anche a due mesi dall’evento, le idee e le ispirazioni rimangono vive: i giovani continuano a creare, confrontarsi e costruire il turismo digitale di domani.
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L’intervista è stata realizzata da Alex Bianchi, Special Guest del Social Media Team e speaker di BTO.