Intervista a Emma Taveri, coordinatrice di DESTINATION

Ciao Emma, ben ritrovata. Ci siamo lasciati a febbraio 2020. Abbiamo vissuto mesi complessi, di incertezze, di cambiamenti, di accelerazione digitale e ora di grandi speranze. Quale lo scenario che osservi oggi nelle destinazioni turistiche?

La pandemia non solo ha innescato nuovi epocali cambiamenti, ma ha anche accelerato tendenze già in corso, cambiando definitivamente il turismo per come lo abbiamo sempre conosciuto. È evidente che la pandemia ha rivelato la fragilità dei vecchi modelli turistici, troppo poco flessibili a un mondo che è ancora più accelerato. In questo senso sono diverse le destinazioni e gli operatori che stanno implementando soluzioni flessibili di prenotazione e fruizione del viaggio, come IHG Hotels che ha lanciato la formula “Book now pay later” offrendo massima flessibilità e assenza di anticipi sull’importo.

Il tour operator Intrepid Travel ha adottato politiche simili: sulla maggior parte dei tour i viaggiatori pagano il deposito e si assicurano il posto, dopodiché hanno fino a 21 giorni prima della partenza per pagare il costo rimanente del viaggio. Questa politica di prenotazione flessibile permette ai viaggiatori anche di cancellare o cambiare il loro tour 21 giorni prima senza penali.
Un altro popolare tour operator, G Adventures, sta attualmente offrendo depositi di solo 1 dollaro su più di 450 viaggi per viaggiare fino a marzo 2022.

Oggi ogni singolo aspetto della destinazione va progettato con un approccio olistico e di benessere, per la comunità locale e, di riflesso, per il visitatore. Come sta facendo la Cina, investendo in maniera decisa sul turismo rurale legato al benessere e alla natura, oppure ancora Barcellona che sta riconvertendo la famosa Rambla in un hub culturale per superare il turismo di massa pre-pandemico, facendola tornare vivibile sia per i residenti che per i visitatori. Nel panorama italiano troviamo ad esempio Milano, con il suo piano di mobilità sostenibile “Strade Aperte”, che punta a rendere la città più vivibile attraverso la realizzazione di nuovi spazi pubblici, aree pedonali e ciclabili. Nascerà proprio a Milano la prima pista ciclabile fotovoltaica d’Italia, per unire mobilità dolce alla produzione di energia pulita in una città sempre più in linea con la direzione europea del Bauhaus.

Le destinazioni turistiche si ritrovano dunque a far fronte a delle sfide importanti per continuare ad essere rilevanti sul mercato: individuare i vuoti da colmare con nuove soluzioni di viaggio; intercettare i bisogni – anche latenti – dei visitatori; comprendere il reale valore che viaggiatori sempre più consapevoli attribuiscono al viaggio e valorizzare a pieno le potenzialità attrattive dei singoli territori.

Bisogni dei viaggiatori che spaziano tra una moltitudine di sfumature diverse e tra cui spiccano alcuni dei temi che affronteremo a BTO.

Nel gruppo di lavoro che coordini, di cosa vi state occupando nello specifico? Quali i principali temi e gli obiettivi del topic “DESTINATION”?

Per l’edizione 2021 di BTO l’advisory board del tema “Destination” che coordino insieme al mio team di Destination Makers ha lavorato su diverse proposte, dalla mobilità sostenibile ad esempi di destinazioni virtuose nell’ambito della rigenerazione urbana e culturale, dall’importanza dei dati e del digitale per una fruizione “frictionless” dei territori fino a temi importanti come accessibilità e inclusività del turismo, passando per l’efficacia dei media di viaggio digitali e temi specifici come il segmento M.I.C.E., il city quitting, la workation e il ritorno ai borghi.

L’obiettivo principale che ci siamo posti è stato quello di riflettere sulle trasformazioni in corso e cercare di ragionare su possibili scenari futuri, in modo da dare spunti concreti per una gestione efficace delle destinazioni, della loro offerta e della loro promozione in questo importante momento di ripartenza e di cambiamento possibile.

Abbiamo posto molto l’accento sul tema della fruizione, che è diventato centrale in questo periodo di incertezza: qual è la rilevanza del digitale? Come si progetta una destinazione realmente fruibile a trecentosessanta gradi? Il digitale è un mezzo che va utilizzato in funzione del target e, in generale, di una progettazione inclusiva e olistica della destinazione, affinché sia realmente efficace.

Puoi darci qualche anticipazione o raccontarci qualche novità? Cosa è cambiato, se è cambiato, nel preparare un programma scientifico in questo scenario?

Pensare un programma scientifico in questo momento di continui cambiamenti è significato prima di tutto ragionare sugli effetti di questi cambiamenti e su come poter portare interventi interessanti e di valore per il pubblico.

Per questo abbiamo coinvolto alcuni tra i maggiori esperti, dalla progettazione culturale fino ai responsabili di iniziative digitali di rilievo a livello nazionale e internazionale, per poter mostrare il processo in atto e come questo sia in continua evoluzione.

Sia durante la giornata di apertura del 24 novembre che durante la giornata Destination il 26 novembre, i panel si concentreranno sul dare nuovi e diversi punti di vista sui temi trattati, stimolando gli ascoltatori ad essere empatici e ispirandoli a cambiare prospettiva.

Tra i grandi nomi di questa edizione spiccano organizzazioni e progetti internazionali come Intelligent Cities Challenge (ICC); European Capitals of Smart Tourism; Sojern; Malta Tourism Authority, ENAT – European Network for accessible tourism, Hotellerie Suisse, Digital Nomad Association Malta, diverse università italiane ed estere e altri enti e aziende importanti del settore travel a livello mondiale.

Come verrà declinato il tema “Frictionless” nel tuo Topic?

Parlando di destinazioni turistiche, abbiamo declinato il tema “Frictionless” ragionando su quelle che sono da un lato le nuove necessità dei turisti e dall’altro le problematiche principali che essi possono incontrare durante tutta la loro customer journey.

Partendo dalla fase di voglia di viaggiare e ispirazione, e arrivando al momento post viaggio in cui il turista ricorda e condivide, è molto importante che la destinazione sia presente in maniera costante e allo stesso tempo non invasiva, fornendo al visitatore tutto ciò di cui ha bisogno purché, appunto, senza frizioni. In questo viene certamente in aiuto il digitale, fil rouge di tutto il tema Destination.

Perché, secondo te, sarà importante seguire BTO quest’anno e, in particolare, la tua giornata Destination del 26 novembre? Cosa si porterà a casa il pubblico?

Seguire BTO in questo periodo pandemico è fondamentale per ascoltare le diverse testimonianze e i casi studio virtuosi sui diversi temi trattati dall’evento. Fin dalla mia prima edizione di BTO, si è trattato di un momento di confronto e formazione molto importante per disegnare la rotta futura per l’industria travel in Italia e trarre nuova linfa da esperienze e progetti di valore, oltre che per ascoltare e incontrare di persona esperti da tutto il mondo.

Soprattutto, BTO è l’occasione giusta per comprendere i pattern che stanno plasmando il nuovo modo di fare turismo e destinazione in Italia e all’estero, e così applicarli anche nelle nuove strategie post pandemiche di destination marketing e management.