Intervista a Francesco Tapinassi, direttore scientifico di BTO2021

Ci siamo lasciati nel febbraio 2020. Poi abbiamo vissuto mesi a dir poco complessi, di incertezze, di cambiamenti, di accelerazione digitale e ora di grandi speranze. Quali le più grandi trasformazioni e le relative sfide che il turismo deve affrontare oggi?

I 600 giorni che sono passati dalla BTO 2020 sono ben più di un breve lasso di tempo sul calendario, hanno un profondo significato per tutti noi. Abbiamo affrontato, infatti, una pandemia che ha portato al centro dell’attenzione anche le infinite possibilità che il digitale ha offerto nella gestione della vita quotidiana. Il settore travel ha subito contraccolpi gravissimi, ma si trova davanti a sfide e opportunità che sono, da sempre, l’argomento prioritario di BTO.

Perché la scelta del tema di questa edizione è stato “New Frictionless World”?

La semplificazione delle esperienze digitali è il segreto del successo delle principali piattaforme online: trovo estremamente interessante che il modello organizzativo incentrato sulla costruzione di touch point fluidi, senza attriti e complessità, possa diventare un esempio anche nella generazione di destinazioni, strutture e esperienze turistiche perfette per il viaggiatore contemporaneo. Un augurio quindi quello di un “new frictionless word” nel turismo, partendo dalla fine della più grande friction degli ultimi decenni, la diffusione del Covid-19.

Tante le novità del 2021, dal cambio di nome, Be Travel Onlife, al nuovo format ibrido. Possiamo conoscere qualche dettaglio in più?

Abbiamo progettato una BTO completamente nuova, ci sembrava impossibile non cogliere la sfida del profondo cambiamento connesso all’iperdigitalizzazione degli ultimi mesi. La pandemia ha fortemente impattato anche l’industria degli eventi. Per questo motivo abbiamo creato un nuovo format ibrido: la fruizione del pubblico sarà prevalentemente online con pochi posti in presenza; gli speaker, invece, saranno prevalentemente in presenza.

La natura pubblica della BTO ci ha permesso anche di ridiscutere il nostro posizionamento. Siamo una conferenza dedicata al turismo digitale, non una fiera turistica. È stato, quindi, naturale rivedere il nome: dal BUY TOURISM ONLINE delle prime edizioni al BE TRAVEL ONLIFE che rispecchia perfettamente la situazione attuale ed è una logica continuità delle riflessioni sul concetto di Onlife cui abbiamo dedicato la scorsa edizione. L’online, infatti, non può essere più concepito come un canale a sé in un mondo iperconnesso, ma come parte integrante del nostro modo di essere, comunicare e interagire con il mondo del viaggio. La strategia diventa determinante, l’essere (be) prima dell’agire. Questa la chiave per affrontare il nuovo decennio e le sfide che ci presenta la pandemia. Be Travel Onlife definisce un nuovo modo di affrontare l’innovazione del viaggio.

Infine nuovi modelli di pricing, con una drastica riduzione del costo (ci sembrava doveroso un gesto di attenzione ad un settore in crisi) e una modularità che cerca di venire incontro il più possibile alle esigenze dei nostri partecipanti.

Perché partecipare a BTO è importante e, soprattutto, utile proprio quest’anno?

Il programma che stiamo costruendo (e quando dico ‘stiamo’ faccio riferimento al nostro advisory board composto da 80 persone) è una fotografia del cambiamento profondo che stiamo vivendo e uno sguardo al futuro, con moltissime testimonianze che vogliono rappresentare la ricchezza e la poliedricità del settore del turismo. Non una voce sola, ma un momento di confronto di esperienze, che, nel loro insieme, contribuiscono alla percezione di un possibile scenario dei prossimi mesi. Come sempre, massima attenzione alla qualità dei contenuti e alla selezione dei relatori. Poi cambio di sede, una main hall splendida e tante sorprese per rendere sempre più interessante la partecipazione alla BTO.