Marina Pasquini

Proprietario e gestore Hotel Belvedere Riccione

Ho iniziato a occuparmi del Belvedere quasi per gioco, a diciannove anni. Non avevo alle spalle una famiglia di albergatori – mio padre era un imprenditore edile – e ci tengo a dire che forse la mia più che una storia di lavoro è stata una storia d’amore.

Io e il Belvedere siamo cresciuti insieme. Io ho cambiato lui e lui ha cambiato me.

Come ho fatto? Identifico tre passi.

Il primo, ho viaggiato molto all’estero. Questo mi ha consentito un vantaggio pratico – parlare bene le lingue – e uno più astratto, ma cruciale: ho visto cosa fa girare il mondo, cosa vogliono all’estero, come ragionano. Quando e perché si muovono, attratti da cosa.

Il secondo, ho sempre creduto nell’ampliamento dei servizi. Credo di essere stata tra i primi, se non la prima, a importare in un albergo l’idea di uno staff di animazione per bambini quei servizi che erano tipici dei Villaggi turistici: sport, animazione, Mini Club e Biberoneria. Era il 2001 quando insieme ad altri alberghi a vocazione Family ho fondato il consorzio Italy Family Hotels del quale sono la Presidente.

Il terzo. Ho dato molto spazio al concetto di wellness e capito che ha una (bella) complementarietà con quello di sport. Per questo siamo un Bike Hotel e abbiamo una Spa di grande livello, pensata in ogni dettaglio.

Guardandomi indietro, di me posso dire: ho sempre scommesso sulla qualità. Lo so, lo dicono tutti. Ma la qualità non bisogna dirla: bisogna farla, e farla costa. Costa soldi, tempo, energia. Bisogna metterci la faccia, tirare avanti anche quando viene voglia di arrendersi, non accontentarsi degli ottimi risultati e puntare a quelli eccellenti. Noi al Belvedere non vendiamo una camera: vendiamo una vacanza, e facciamo di tutto perché sia indimenticabile.