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BTO Tourism Radar | Luglio 2026

Ogni mese BTO Tourism Radar seleziona dati, ricerche e segnali che aiutano a osservare il turismo da prospettive diverse. Una raccolta di spunti per cogliere tendenze, mettere in relazione fenomeni apparentemente lontani e ampliare lo sguardo sui cambiamenti in corso. In questo numero si parla di intelligenza artificiale e fiducia, del valore strategico dell’enogastronomia, delle emozioni che rendono attrattive le destinazioni e delle competenze necessarie per interpretare il cambiamento.

Rapporto Deloitte: sale a 253 miliardi il valore della cucina italiana nel mondo

L’enogastronomia si conferma un asset strategico essenziale per il posizionamento turistico dell’Italia. L’edizione 2026 del Foodservice Market Monitor di Deloitte offre una fotografia chiara del peso del cibo made in Italy a livello globale e delle dinamiche interne al mercato. I dati indicano che la cucina italiana nel mondo ha raggiunto un valore di 253 miliardi di euro nel 2025, rappresentando il 19% del mercato globale dei ristoranti con servizio al tavolo. Sul fronte interno, il foodservice italiano vale 84 miliardi di euro, ma con una marcata differenza di crescita tra i format: nel periodo 2019-2025 le catene organizzate sono cresciute del 7,2%, a fronte di un modesto 0,6% per gli operatori indipendenti. Per il turismo enogastronomico, questi numeri sottolineano l’importanza di bilanciare la forza attrattiva della tradizione con modelli di business più scalabili.

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Il paradosso tecnologico: il 54% dei viaggiatori diffida dell’intelligenza artificiale e preferisce l’interazione umana

L’innovazione tecnologica sta trasformando la pianificazione dei viaggi, ma i consumatori mostrano segni di saturazione. Secondo il report di Wunderkind sul futuro del travel, realizzato in partnership con Skift, la diffusione dell’intelligenza artificiale non si traduce automaticamente in fiducia da parte degli utenti. I dati rivelano infatti che il 54% dei viaggiatori diffida delle raccomandazioni generate dall’AI, mentre il 43% si sente sopraffatto dalla sua presenza nelle esperienze digitali. Emerge invece un forte desiderio di interazione umana per risolvere imprevisti e una chiara preferenza per i canali diretti, con il 43% degli utenti che completa le prenotazioni direttamente sul sito o sull’app del brand. Per gli operatori turistici, questo significa che l’efficienza digitale è un prerequisito fondamentale, ma il vero vantaggio competitivo resta la capacità di offrire supporto autentico e rassicurazione umana. 

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OCSE: le priorità del travel 2026 tra sfide globali e nuove nicchie

Il panorama turistico naviga tra risultati record e crescenti incertezze geopolitiche, imponendo un ripensamento dei modelli di sviluppo. Il rapporto sulle tendenze e politiche turistiche 2026 dell’OCSE evidenzia la necessità di transizioni verso ecosistemi più bilanciati e resilienti. A questo quadro macroeconomico si affiancano i micro-trend comportamentali rilevati da Expedia, che tracciano l’identikit di un viaggiatore alla ricerca di esperienze sempre più intenzionali. I dati mostrano un’impennata delle vacanze dedicate alla lettura, con le menzioni di questo tema nelle recensioni cresciute del 285% su base annua. Parallelamente, il 53% dei turisti dichiara un maggiore desiderio di visitare i luoghi visti in film o serie tv. Per chi gestisce le destinazioni, l’incrocio tra le direttive strutturali e le nuove abitudini di consumo segnala che la competitività si giocherà sulla capacità di diversificare l’offerta.

Link: al report generale
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FEOGIST “Tourism Leaders Academy” – Formazione d’eccellenza per i professionisti del futuro

L’evoluzione del mercato richiede figure professionali in grado di unire visione strategica e padronanza degli strumenti digitali. In questa direzione si muove il progetto FEOGIST con la nascita della Tourism Leaders Academy, promossa da Federturismo Confindustria. FEOGIST – Formazione d’Eccellenza per l’Organizzazione e la Gestione Intelligente dei Servizi Turistici, il nuovo progetto nazionale finanziato dal Ministero del Turismo.

L’iniziativa punta a colmare il divario di competenze investendo sul capitale umano per rafforzare la competitività dell’intera filiera. L’offerta didattica prevede sette percorsi di alta specializzazione, dai master universitari agli executive master, dalle summer school ai percorsi ITS, con focus su turismo sostenibile, hospitality, marina management, management fieristico e innovazione dei servizi turistici. 

“Prende così forma un modello nazionale di formazione integrata che punta a creare un collegamento stabile tra sistema educativo e imprese, contribuendo a formare nuove generazioni di professionisti in grado di guidare la trasformazione digitale, la sostenibilità e l’innovazione dell’industria turistica italiana”. 

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Istat: un secolo di ospitalità, dal Grand tour al turismo di massa

Siamo spesso concentrati sul confronto dei dati a breve termine, perdendo di vista le dinamiche di lungo periodo che hanno plasmato l’industria dell’accoglienza. L’analisi dell’Istat sul turismo italiano dal titolo “Dal Grand tour al turismo di massa” cambia il punto di osservazione, esplorando le serie storiche dei flussi nell’arco di un secolo. Le evidenze che emergono da questa ampia lente temporale sono molto interessanti. 

Come è intuitivo tra il 1924 e il 2025 le notti trascorse negli alberghi italiani sono quasi decuplicate, passando da 32 a 288 milioni, arrivando a superare i 535 milioni includendo il settore extralberghiero. Più significativi, forse, i dati che confrontano gli ultimi decenni.  Ad esempio:

  • la forte accelerazione dell’internazionalizzazione, con la quota di turisti esteri passata dal 33,6% del 1990 al 55,3% del totale attuale. 
  • il cambiamento % della distribuzione delle presenze nelle regioni italiane, con una classifica che, ad eccezione del Veneto, cambia radicalmente. Se nel 1962 al primo posto c’era l’Emilia-Romagna seguita da Veneto e Liguria, oggi l’ordine è Veneto, Lazio e Trentino-Alto Adige.

Questo report si inserisce in un nuovo progetto “Storie di dati – Le trasformazioni dell’Italia“, promosso dall’Istat in occasione del suo centenario, per ripercorre l’evoluzione del Paese dal 1861 a oggi. Attraverso un secolo di statistiche e infografiche, i dati raccontano come sia cambiata la società, passando da un’economia prevalentemente agricola a una nazione terziarizzata. 

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Misurare l’attrattività oltre le infrastrutture: il peso delle emozioni

Yanolja Research, istituto di ricerca globale specializzato in viaggi e turismo, ha annunciato a luglio i risultati 2026 dello Yanolja Attractiveness Index, ufficialmente denominato Global Tourism City Attractiveness Index, una classifica basata sulla domanda che misura quanto le principali città turistiche catturino l’attenzione e il fascino emotivo dei viaggiatori di tutto il mondo.

I tradizionali indici di competitività turistica si basano prevalentemente su parametri fisici, come infrastrutture e capacità ricettiva, trascurando spesso le percezioni reali di chi viaggia. Il report di Yanolja ribalta questa logica, valutando l’interesse delle città attraverso l’analisi dei big data provenienti dai social media in 14 lingue. L’indice misura l’attrattiva affettiva, ovvero l’esperienza percepita e le emozioni positive vissute dai visitatori. 

Nella classifica, New York conquista il primo posto, seguita da Parigi e Osaka, mentre per l’Italia Roma si posiziona al settimo posto globale. 

Questo nuovo approccio guidato dalla domanda suggerisce che “l’attrattiva turistica globale non è più definita unicamente da monumenti iconici o dalla portata delle infrastrutture. Le città leader hanno sempre più successo quando combinano una forte notorietà a livello cognitivo con esperienze per i visitatori emotivamente appaganti, condivisibili e distintive”.

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Capire la direzione del mercato significa “unire i puntini” tra innovazione tecnologica, mutamenti sociali e performance economiche.
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