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Un assolo dentro l’orchestra


In questo articolo, Clara Svanera introduce la terza edizione di BTO Women, esplorando il fenomeno in forte ascesa del solo travel al femminile e le sue implicazioni per l’intera filiera turistica. Il contributo approfondisce il legame tra la viaggiatrice e il tema Offbeat Tribes, mettendo a fuoco la trasformazione della sicurezza da limite a leva di libertà, l’importanza dell’accoglienza empatica nelle destinazioni e il ruolo cruciale del racconto di viaggio nella creazione di nuove comunità.

A decidere un viaggio, oggi, è sempre più spesso una donna. E sempre più spesso quella donna parte da sola. Il solo travel valeva circa 550 miliardi di dollari nel 2025 e, secondo Grand View Research, potrebbe arrivare a 1.600 miliardi entro il 2033. Nella rete di agenzie Virtuoso, il 71% di chi viaggia da solo è donna. Eppure, destinazioni, ospitalità e trasporti vengono ancora raramente pensati a partire dalle sue esigenze, e la sicurezza resta la prima preoccupazione: quasi una viaggiatrice su due ha già rinunciato ad almeno un Paese perché non si sentiva sicura.

È in questa distanza, tra ciò che le donne chiedono al viaggio e ciò che trovano, che BTO Women arriva alla sua terza edizione, dentro BTO – Be Travel Onlife, il 10 e 11 novembre a Firenze.

Da sempre studio e racconto il viaggio al femminile: come giornalista, come coordinatrice di tavoli tecnici e di progetti dedicati, tra cui Benvenute in Toscana, il progetto di turismo femminile della Regione. Negli anni ho incrociato e scritto le storie di tantissime donne, anche indigene, in culture in cui la tribù è prima di tutto una comunità fortissima, capace di proteggere ma anche di fare sistema e tramandare. Da lì si è radicata la mia convinzione: le donne crescono quando si confrontano, si ispirano a vicenda e mettono in rete il proprio racconto. BTO Women è nato per questo, come un’agorà più che come un palco. E in tre anni è diventato a sua volta già un caso di studio, citato in convegni ed entrato in una tesi magistrale alla Sorbona.

Il tema di BTO 2026 è “Offbeat Tribes”: il viaggiatore che esce dagli schemi in cerca di unicità e la trova dentro nuove tribù, fluide e condivise. E offbeat, in musica, è il controtempo: l’accento che cade dove nessuno se lo aspetta. Così la viaggiatrice parte da sola, fuori dagli schemi, e lungo la strada trova la sua tribù.

Per raccontarlo, mi piace restare nella musica, che parla un linguaggio universale, e usare l’immagine dell’assolo. Non è un brano a sé, ma il momento in cui una voce si stacca dall’orchestra senza uscirne, sostenuta da tutti gli altri strumenti. Ogni assolo è unico e irripetibile, come lo sono ogni viaggiatrice e l’esperienza che vive. Così è, o dovrebbe essere, la viaggiatrice: sola nella scelta, ma mai isolata nel viaggio.

Da questa edizione ci aspettiamo tre passaggi, uno per ciascun panel.

Il primo è fare della sicurezza non un limite, ma una leva di libertà e di competitività. Se ne parlerà il 10 novembre in “Free to Go”, con chi la traduce in scelte concrete: dalla mobilità, con Uber e la sua opzione Women Preferences, che consente alle donne di viaggiare con una conducente donna e ha già superato i 230 milioni di corse nel mondo, alle community di ospitalità tra viaggiatrici, fino alle destinazioni che hanno deciso di investire sull’accoglienza femminile. Una meta esotica mostrerà che si può andare lontano, da sole e sicure. E una città europea lancerà il suo claim turistico, un invito che suona come una provocazione e che per noi diventerà un mantra: vieni a trovarci e corri il rischio. Perché, quando si viaggia, il vero rischio non deve essere il pericolo, ma la scoperta!

Il secondo è capire come una destinazione passi dall’essere sicura all’essere empatica. Nella parola “solo” c’è più di quanto sembri: non vuol dire soltanto senza compagnia, ma anche unica, completa, padrona delle proprie scelte. Non a caso, in un’indagine di Hostelworld, quasi sei solo traveller su dieci dichiarano di voler conoscere persone nuove. “Solo, Not Alone”, sempre il 10 novembre, parte da un gesto semplice, sedersi da sola a tavola, e mette a confronto mondo accademico, ospitalità e racconto. Una docente dell’Università di Venezia, che studia le destinazioni empatiche attraverso la gastronomia, porterà questa lettura in una prospettiva femminile. Una giovane neolaureata presenterà la tesi magistrale in economia del turismo appena discussa alla Sorbona, che ha scelto anche BTO Women tra i casi analizzati sul solo travel. Si racconterà come l’ospitalità di alto livello accolga le viaggiatrici sole, e una giornalista esperta di recensioni alberghiere farà il punto sull’accoglienza al femminile, tra aspettative e percezioni. Il filo che le unisce: il solo travel non è un viaggio che isola, ma può diventare un viaggio di comunità.

Il terzo è ascoltare chi il viaggio lo racconta. Chi viaggia da sola, poi racconta, e il modo in cui lo fa orienta chi partirà dopo di lei. L’11 novembre “F Beyond the Borders” riunisce quattro blogger e influencer diverse per formazione, provenienza, generazione e pubblico, ma unite da uno sguardo comune: raccontare il mondo mettendo al centro la donna. Il panel esplorerà come nasce un racconto di solo travel, quale immagine della viaggiatrice costruisce e quale responsabilità ha chi lo firma. Perché ogni racconto, alla fine, diventa a sua volta un invito a partire.

Accanto ai panel torna il BTO Women Bernini Hotel Award, realizzato anche quest’anno con il partner Bernini Hotel e dedicato alle donne che si sono distinte nel turismo e nei viaggi: chi accoglie, chi crea, chi innova, chi racconta. Potranno candidarsi le protagoniste di tutta la manifestazione e con loro qualunque donna il cui percorso professionale sia coerente con le categorie del premio. E tutte queste storie, raccolte in prima persona, diventeranno il diario di viaggio di BTO Women, la memoria di un percorso costruito edizione dopo edizione. Il bando è online sul sito di BTO, con scadenza il 28 ottobre: ci si può candidare o segnalare una professionista che merita di essere raccontata.

Mi auguro che, poco a poco, le domande di una donna che viaggia da sola diventino le domande di tutta la filiera. Che le destinazioni misurino e comunichino la sicurezza percepita. Che un tavolo per una sia un gesto di accoglienza, non un ripiego. Che le donne siano raccontate come autrici del viaggio, non come un target. E che BTO Women possa continuare a dare il suo contributo a chi viaggia da sola. Una destinazione in cui una donna si muove sicura e si sente accolta è, semplicemente, una destinazione migliore in cui viaggiare.

Clara Svanera


Per scoprire di più su BTO Women, ti aspettiamo a BTO – Be Travel Onlife. L’appuntamento è a Firenze il 10 e 11 novembre 2026.
Approfitta del vantaggioso Early Booking che scade il 15 ottobre. Ti aspettiamo!