
C’è chi viaggia per fare qualcosa che non ha mai fatto prima. Chi pianifica tutto per potersi concedere il lusso di cambiare strada. Chi attraversa lentamente i territori e chi prova a costruire un rapporto diverso con chi li vive.
Sono alcune delle tribù che saliranno sul palco di BTO 2026 attraverso le voci degli otto Young Speaker selezionati.
La quinta edizione di BTO Young Speaker ha invitato gli under 35 a partire da una domanda: Con che tribù viaggi?. Non più segmenti definiti da età, provenienza o budget, ma comunità fluide, unite da valori, affinità e modi di vivere il viaggio. Una sfida che chiedeva di mostrare mondi ancora poco osservati e di immaginare nuovi modi per entrare in risonanza con essi. Le otto proposte selezionate raccontano altrettanti modi di intendere queste nuove appartenenze.
C’è innanzitutto la tribù delle prime volte di Daniele Gambin Toppino, che a nove anni porta sul palco il punto di vista dei bambini che viaggiano: non semplicemente “piccoli turisti”, ma viaggiatori curiosi che vogliono provare, scegliere e scoprire.
Accanto a loro ci sono i viaggiatori raccontati da Gessica Cucchiara, per i quali l’autenticità nasce meno da un’esperienza perfettamente confezionata e più dall’ascolto e dall’incontro tra chi arriva e chi accoglie. E poi i Betweendots di Francesco Cima, persone che pianificano le tappe proprio per essere libere di cambiare programma e lasciare spazio a ciò che accade durante il percorso.
Arianna Bertoni porta invece la tribù di CicloCinema, cicloviaggiatori che attraversano lentamente luoghi meno battuti portando con sé il cinema, coniugandolo al viaggio per creare un’occasione di scambio con le comunità incontrate lungo la strada.
Nella seconda giornata, lo sguardo si sposta ancora più decisamente sul rapporto con il territorio e con chi lo custodisce. Amalia Cerrito racconta gli Ospiti, viaggiatori che non scelgono soltanto dove andare, ma come stare in un luogo, mettendo al centro la compatibilità tra persone, territori e momenti.
Nicole Pizzolato parte invece da chi resta: nel suo racconto il viaggio diventa uno strumento per attivare relazioni e rafforzare il protagonismo delle comunità locali.
Con Serena De Franceschi entra in scena una tribù di custodi, in cui il turismo incontra una sfida condivisa come la resilienza idrica e climatica e diventa parte di un’azione di governance collettiva sul territorio.
Infine, Giulio Del Giudice allarga lo sguardo alla Erasmus Generation, una comunità internazionale abituata ad attraversare confini e culture e capace di creare nuove connessioni tra reti globali e territori locali.
Le loro storie si incontreranno nei due panel “Prime volte, deviazioni, incontri: cosa cerchiamo davvero quando viaggiamo” il 10 novembre, e “Il territorio come coautore, tra chi custodisce e chi attraversa” l’11 novembre. Due conversazioni moderate da Giorgia Laudati e Rodolfo Baggio, coordinatori dell’iniziativa, che porteranno sul palco una domanda centrale: cosa accade quando il turismo comincia ad ascoltare le comunità, visibili e invisibili, che stanno già cambiando il modo di viaggiare?
A BTO 2026 saranno loro a raccontarcelo.