L’ospitalità è nata come relazione tra esseri umani. Eppure, per la prima volta nella sua storia, si trova a confrontarsi con agenti AI, digital worker e sistemi capaci di replicare molte delle funzioni tradizionalmente svolte dalle persone.
In questo scenario emerge un paradosso: più la tecnologia diventa sofisticata, più l’umanità acquista valore.
Partendo dal framework Humans-as-Luxury, questo intervento esplora tre concetti chiave: la Reverse Uncanny Valley e l’Olympia Effect, che descrivono il momento in cui sono gli esseri umani a sembrare artificiali e l’Ospitalità Lacaniana, secondo cui il vero compito dell’ospitalità è far sentire l’ospite, anche solo per un istante, al centro dell’universo.
Tra filosofia, psicologia, intelligenza artificiale e casi reali, una riflessione provocatoria sul futuro del settore: il vantaggio competitivo degli hotel di domani potrebbe non essere la capacità delle macchine di comportarsi come esseri umani, ma la capacità degli esseri umani di continuare a esserlo.