Molto prima che concetti come overtourism, limite della crescita e rispetto delle comunità locali diventassero le priorità dell’agenda turistica globale, c’era chi li praticava fuori dal coro.
Carlo Petrini e il movimento Slow Food hanno dato vita a una vera e propria tribù visionaria, anticipando temi e scenari che all’epoca apparivano radicali: il diritto al piacere e al tempo, il valore della convivialità, la biodiversità come valore economico e sociale, e una regola d’ingaggio ribaltata secondo cui il turismo autentico nasce prima dalla felicità e dalla qualità della vita dei residenti, e solo di conseguenza accoglie i viaggiatori.
Un’intuizione che ha ridefinito il viaggio in generale e il viaggio enogastronomico in particolare: il cibo e il vino non più come semplice prodotto di consumo o attrazione da cartolina, ma come espressione culturale viva di chi coltiva, produce e custodisce il paesaggio, legando indissolubilmente il gusto alla tutela della terra.
Oggi quel lessico pionieristico — fatto di parole come lentezza, cura del territorio, incontro con i produttori — è diventato patrimonio comune e domina la narrazione del viaggio. Le idee di una “tribù” sono così entrate nei desideri e nelle aspettative di un pubblico molto più ampio, contribuendo a cambiare ciò che cerchiamo in un viaggio. Ma adottare le parole non basta: il vero banco di prova è davanti a noi.
Questo panel non intende guardare indietro per celebrare il passato, ma interrogare il futuro del turismo e tracciare la rotta per i prossimi anni.
Quali insegnamenti di quella visione originaria dobbiamo ancora tradurre in modelli di governance, politiche di destinazione ed economie rigenerative? Di fronte alla crisi climatica che impatta pesantemente sull’agricoltura, ridisegna i paesaggi e “sposta colture e culture”, come applicare da qui in avanti il senso del limite per salvare l’anima dei luoghi senza trasformarli in semplici scenografie o parchi a tema per visitatori?
Nel confronto tra Barbara Nappini (presidente di Slow Food Italia) e la giornalista Eleonora Cozzella, esploreremo il ponte tra le intuizioni di ieri e le scelte urgenti di domani: non solo per raccontare i territori in modo etico, ma per difenderli e farli vivere nel tempo.
SPEAKER
Roberta Milano
Tourism Marketing & Communication Strategist
